Pierino da Treviolo, nome d'arte che, agli albori della sua carriera artistica, gli viene proposto dal suo Maestro Ferdinando Monzio Compagnoni nel corso dei quattro anni di pratica nel suo studio.
Il giovane allievo, sicuramente acerbo di pratica ma ricco di talento, ruba avidamente i rari suggerimenti del maestro, ne imita i gesti e ne comprende i significati. Questi anni sono marcati sicuramente dall'influsso artistico del Compagnoni, come lo stesso acculare, alla presentazione della Personale che Pierino da Treviolo inaugura nel gennaio del 1974 a Bergamo, nella galleria Locatelli: "Carissimo Pierino non penso sia arduo presentarti ad amatori, cultori, semplici e sereni innamorati della pittura."……"Io non ho fatto altro che offrirti fraternamente quel poco che avevo scoperto più di te…"

Appena ventenne frequenta da uditore l'Accademia Carrara di Bergamo, è in questa sede che può accedere ampiamente a quello che lui stesso definisce la vera e unica base di ogni artista "il disegno". A tal riguardo scrive di lui Lino Lazzari alla presentazione dalla mostra collettiva nel febbraio del 1973: " In lui è possibile riscontrare una tecnica superiore nel disegno e nell'impasto dei colori, ed è giusto esigere quindi da lui un'esecuzione più brillante e più studiata.".
Stimolato dalla madre a dedicarsi sempre di più alla professione artistica, frequenta, da privatista la scuola d'arte di Guidizzolo - Mantova dove nel 1974 consegue, con il massimo dei voti, il diploma di " Maestro d'Arte".
Lascia i saltuari lavori che sin da ragazzo avevano contribuito al mantenimento della famiglia, composta dal padre Enrico operaio metalmeccanico, dalla madre Giuditta, donna d'altri tempi. La madre sa conciliare le esigenze della famiglia con la passione per l'arte, del figlio secondogenito di quattro fratelli, pur nell'incerto avvenire della carriera artistica, e la modesta condizione famigliare.
Leale, umile e contemporaneamente tenace e caparbio, come scrive di lui un amico per la prima mostra nell'ottobre del 1970: "… la tua serietà, l'umiltà, la modestia il tuo accanimento per arrivare, stanno dandoti ragione…" " Credo che dopo questa prima, tu continuerai sulla strada tracciata che non sarà avara di soddisfazioni." Dopo il conseguimento del diploma di Maestro d'Arte inizia l'attività prevalente d'insegnante nelle scuole statali. L'indiscussa abilità delle sue doti grafiche pittoriche induce la presidenza della scuola d'Arte Fantoni di Bergamo, a richiedere la sua preziosa collaborazione in qualità di docente di disegno dal vero, dove rimase fino alla fine degli anni '80.
Nel frattempo, il percorso artistico di Pierino da Treviolo continua, organizza mostre personali e partecipa a collettive nell'ambito della sua città e oltre, riscotendo sempre notevole successo.
La svolta della sua vita avviene nel novembre del 1976 quando, durante la mostra personale alla galleria d'Arte di Ponte S. Pietro Bergamo, conosce quella che l'anno successivo diviene sua moglie. Un po' impacciato dove affrontare un terreno a lui quasi sconosciuto, differente a quanto egli aveva sperimentato da sempre. Soleva ripetere la citazione "se sei solo, sei solo tuo, altrimenti sei un po' tuo, un po' di altri".
La paternità della prima figlia Désirée, che avviene nell'ottobre del 1978 non gli impedisce di compiere un magistrale e imponente lavoro d'illustrazione dei "Promessi Sposi" su invito della casa editrice "Il Conventino" di Bergamo.
Lavora intensamente per più di tre anni, realizza 33 opere ad olio su tela e oltre 20 disegni a matita. Pierino da Treviolo con stile appropriato, e concreta sostanza figurativo sa tradurre in immagini, i momenti salienti del racconto del Manzoni, impegnandosi a rendere le atmosfere e ad interpretare i sentimenti dei personaggi.
Nel novembre del 1982 un grave incidente stradale segna la sua maturazione artistica. In quell'occasione rischia di perdere la sua vita, quella di sua moglie Silvia e della figlia Désirée. Teme per diversi mesi di perdere la vista, cosa completamente inaccettabile per chiunque, maggiormente per un'artista che esprime tutto il suo essere nelle sue opere.
Questo drammatico evento segna in maniera indelebile il suo spirito, la sua pittura si rafforza, prende vigore e diviene, se possibile, ancora più curata nei particolari. Lavora alacremente alla preparazione della sua Personale, creando opere magistrali nelle quali l'Amore e la Speranza sono i temi dominanti, sia pure nella drammaticità dei soggetti raffigurati. Espose al Centro Culturale "Conventino" di Bergamo nel dicembre del 1989 accompagnato dalla sua famiglia che, nel frattempo, è cresciuta di un nuovo componente, la secondogenita Irene nata nel Novembre 1983.
Pietro Castelli, in arte Pierino da Treviolo è persona stimata e apprezzata da tutti, in particolare dalla sua famiglia e dai numerosi allievi che frequentano lo studio da diversi anni